panorama da innocenti blog

Firenze, capoluogo della Toscana, è una città di circa 380mila abitanti che accoglie ogni anno un flusso di 4/5 milioni di turisti attirati soprattutto dalle bellezze artistiche che la rendono celebre in tutto il mondo.

Il centro storico di Firenze è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO nel 1982 e in effetti, quando si passeggia per le vie e le piazze dove prima di noi hanno camminato Dante, Giotto, Botticelli, Donatello, Brunelleschi, Michelangelo, Leonardo da Vinci…, è come trovarsi in un immenso museo a cielo aperto dove si respira la storia e gli occhi si riempiono di bellezza.

La cucina fiorentina

Sono famose anche le specialità enogastronomiche: dalla bistecca alla fiorentina (rigorosamente al sangue), al lampredotto (se non sai cos’è devi venire a Firenze!), dai crostini di fegatini, alla ribollita, dalla panzanella al peposo, dalla schiacciata alla fiorentina al castagnaccio, per non parlare del vino e dell’olio extravergine d’oliva che si producono anche negli immediati dintorni della città.

Ti ho dato un motivo in più per venire a Firenze? Bene, dopo gli occhi delizierai anche il tuo palato!

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La moda

Se ti piace la moda, a Firenze trovi non solo dei bei negozi per fare acquisti delle ultime tendenze o del vintage, ma anche musei interessanti come il Museo della moda e del costume di Palazzo Pitti, il Museo Ferragamo e il Museo Gucci. Le prime sfilate di alta moda italiana si sono svolte proprio qui, negli anni ‘50 nella Sala Bianca di Palazzo Pitti e ogni anno la Fortezza da Basso ospita la più importante fiera di moda d’Italia.

La lingua italiana e la scuola ABC

La lingua italiana, forse anche grazie al suo suono dolce e romantico, alla cultura, alla letteratura e alla musica, è la quarta lingua più studiata nel mondo. Sono molte anche le persone che ogni anno vengono a Firenze a studiare l’idioma di Dante che, per l’appunto, era il fiorentino.

Sì, perché non tutti forse sanno che al dialetto toscano (fiorentino in particolare) è stata riconosciuta una dignità culturale che gli altri dialetti italiani non avevano – grazie proprio alle opere letterarie di Dante, Petrarca, Boccaccio e altri – ed è stato innalzato a lingua nazionale.

Insomma, in poche parole, anche la lingua italiana è nata a Firenze e qui entra in gioco la scuola ABC: con le nostre lezioni in classe puoi cominciare a parlare italiano fin dai primi giorni e con le attività che organizziamo per il pomeriggio e per la sera avrai tante occasioni di vivere e conoscere la nostra bellissima città, la sua storia e le sue tradizioni.

Posizione geografica e clima

Firenze si estende lungo le rive dell’Arno ed è protetta da verdi colline coltivate che rendono il clima piuttosto umido.

Le temperature in gennaio vanno da 1°C a 10°C e nevica solo raramente, mentre a luglio la temperatura media è intorno ai 32°C, la primavera è mite e piovosa, l’autunno è piacevole e secco.

In alta stagione

Per evitare il caldo (a volte afoso) dell’estate e le fredde e corte giornate invernali, la maggior parte di quei 4/5 milioni di turisti si concentra nei mesi di aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre. A dire la verità anche in luglio e agosto i visitatori sono molti.

Il risultato è che le piazze e le strade - spesso strette - e le sale dei musei - quasi mai grandissime -, sono affollate di gruppi a volte anche molto numerosi di persone provenienti da ogni parte del mondo che possono rendere la vacanza un po’ stressante.

Lunghe file si formano all’ingresso degli Uffizi o della Galleria dell’Accademia e ovunque vai trovi qualcuno che si scatta foto con quegli invadenti bastoncini da selfie.

Certo è vero, il clima è perfetto, le giornate sono abbastanza lunghe e le cose da fare e da vedere in città sono così tante che il tempo passa sempre in modo molto piacevole.

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In bassa stagione

Se veramente ami l’arte e i tuoi impegni personali ti permettono di scegliere, il mio consiglio è di venire a Firenze in novembre, dicembre, gennaio, febbraio e forse anche marzo.

I turisti sono pochi, soprattutto se eviti il periodo di Natale, non devi fare la fila per i musei e le sale sono praticamente vuote: nessuno parla intorno a te o ti spintona mentre stai in ammirazione della Venere di Botticelli o del David di Michelangelo e anche le piazze con rare persone che passeggiano sono irriconoscibili!

Se vieni in novembre puoi vedere come cambiano e diventano caldi i colori delle colline e dei parchi fiorentini, puoi assaggiare il vino novello e l’olio nuovo.

A dicembre la città si fa ancora più bella con le luci di Natale e a gennaio iniziano i saldi: quale occasione migliore per fare shopping?

Febbraio è il mese di carnevale e di San Valentino, c’è la fiera del cioccolato, la rievocazione della partita dell’assedio – sto parlando del calcio storico fiorentino – e altri eventi animano le strade e le piazze della città.

Per non parlare della stagione teatrale: il nuovo teatro dell’Opera, il teatro Verdi, il teatro della Pergola sono in piena attività e propongono spettacoli molto interessanti.

Lo dico sempre, a Firenze non ci si annoia mai!

Alla scuola ABC le classi hanno sempre un massimo di 8 studenti, quindi durante tutto l’anno, puoi essere sicuro di studiare in modo intensivo e di essere seguito con grande attenzione dai tuoi insegnanti. In bassa stagione può capitare spesso di avere classi con tre, quattro o cinque studenti e puoi capire che il corso diventa quasi su misura.

L’atmosfera è molto rilassata, siamo tra i pochi visitatori dei musei e delle chiese monumentali.

Noi ci prendiamo due settimane di vacanza tra Natale e capodanno, le uniche in cui la scuola è chiusa e possiamo riposarci in famiglia, e tu, prenditi una vacanza in bassa stagione e vieni a trovarci: sono sicura che potrai apprezzare la città in modo diverso e, passeggiando per il centro storico, puoi davvero avere l’impressione di vivere Firenze come un fiorentino!

Ti aspettiamo!!

Brenda

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Avete incontrato gli insegnanti della scuola ABC durante le lezioni, il personale in segreteria, però fino a che punto li conoscete?

Questa settimana parliamo con Francesca B., una delle nostre brave insegnanti qui alla scuola.

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Di dove sei in Italia, Francesca?

Sono di Firenze, ma per essere precisa non sono nata a Firenze.

Perché hai scelto d’insegnare italiano?

Quando ero piccola, avevo sempre il sogno di diventare veterinario ma dopo un po’ di tempo mi sono resa conto che non avevo una mente scientifica ma una più umanistica! Perciò ho studiato le lingue all’università. Per i laureati in lingue è abbastanza naturale scegliere poi la strada dell’insegnamento e ho cominciato a insegnare l’italiano ai bambini cinesi che vivono qui.

Da quando lavori alla scuola ABC?

Dal 2014, ho iniziato come sostituta di Silvia quando lei era incinta!

Che cosa preferisci fare nel tuo tempo libero?

Mi piace camminare, molto più che la palestra dove non vado mai. Inoltre, mi piace organizzare i miei finesettimana, uscire con i miei amici e fare cose più culturali come andare al cinema o a teatro.

Dov’è il tuo posto preferito in Italia? E perché?

Il sud in generale, soprattutto la Sicilia. Ho girato tutta la Sicilia quattro volte ma mi piace tanto Firenze, non cambierei mai!

Se non fossi insegnante, che cosa vorresti fare?

Come ho detto prima, sarei voluta essere una veterinaria oppure una maestra della scuola elementare.

Potresti consigliarci un locale o un ristorante a Firenze?

I’Brindellone oppure I’Raddi, nella zona Santo Spirito.

E la nostra ultima domanda…qual è la tua parola italiana preferita?

Brugola, per il suono.

[Per chi tra noi non lo sa, è una chiave a esagono!]

 

Ringrazio Francesca per i suoi contributi e vi do appuntamento presto con un altro articolo!

Anna

Avete incontrato gli insegnanti della scuola ABC durante le lezioni, il personale in segreteria, però fino a che punto li conoscete?

Questa settimana, parliamo con Luisa della sua esperienza alla scuola ABC. È sicuro che l’avete vista in segreteria, sempre disponibile per le vostre domande. Scopriamo la sua storia alla scuola ABC!

Di dove sei in Italia, Luisa?

Io sono di Firenze e vivo qui da sempre.

Da quando lavori alla scuola ABC?

Sono venuta alla scuola nel 1985 e dopo 5 anni nel 1990 sono entrata nella società della scuola.

Che cosa hai fatto prima di insegnare alla scuola ABC?

È una lunga storia! Prima di venire alla scuola ho preso il diploma di disegno anatomo-chirurigico, un ambito lontano dall’insegnamento in effetti. All’inizio quindi lavoravo come illustratrice per alcune delle più grandi case editrici italiane. È stato solo quando mia sorella mi ha chiesto di insegnare italiano (soprattutto per il linguaggio specifico medico) agli studenti di medicina che ho cominciato a insegnare! So che non è un percorso normale per diventare insegnante!

Quindi la scuola è stata fondata grazie a lei?

Mia sorella Margherita e suo marito Marco hanno fondato la scuola nel 1982. ‘La scuola’ ha cominciato l’attività in una piccola stanza universitaria con solo un po’ di pubblicità! Poi l’insegnamento era fatto anche in un circolo ricreativo culturale in piazza dei Ciompi con qualche stanza presa in affitto, dopo ci siamo spostati in Borgo Pinti 38. Dal 1990 al 1993 siamo stati in via Carducci 3 e finalmente nel 1993 ci siamo trasferiti nella scuola che voi conoscete oggi in Via dei Rustici 7. 

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Devo chiederti… perché ti piace lavorare alla scuola ABC?

Mi piace moltissimo vedere il progresso degli studenti, che è sempre grande.

Che cosa fai nel tuo tempo libero?

Amo disegnare e dipingere [Assicuratevi di guardare i disegni di Luisa nelle classi e nel corridoio a scuola, sono belli! Ndr.] Però mi piace anche leggere e cucinare, soprattutto i dolci, ma in verità cucino di tutto!

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Qual è il tuo posto preferito in Italia? E perché?

Devo dire la Toscana... perché c’è veramente tutto: fiume, mare, campagna, e l’elenco potrebbe continuare! Resto in questa bella regione anche per le mie vacanze, ne sono veramente innamorata! Se dovessi scegliere un altro posto, direi il Veneto per la sua bellezza.

Se non fossi insegnante, che cosa vorresti fare?

Di sicuro, sarei un medico perché mi è sempre piaciuto.

La nostra ultima domanda, qual è la tua parola italiana preferita?

Per il suono, direi “mentre” oppure “durante”, ma quello che io non sopporto è l’uso della parola “roba” al posto di “cosa”. 

 

Jessica

Avete incontrato gli insegnanti della scuola ABC durante le lezioni e il personale in segreteria, però fino a che punto li conoscete?

Questa settimana, parliamo con Serena B a proposito della sua esperienza alla scuola ABC, quali sono le sue esperienze precedenti e inoltre che cosa preferisce fare nel suo tempo libero.

Perché hai scelto di insegnare italiano?

Ho scelto di insegnare italiano perché posso mettere insieme tutto quello che mi piace fare. Insegnare qui, non è il primo lavoro che ho fatto nella mia vita. Ho anche una buona conoscenza delle lingue straniere, ho imparato all’Università inglese, tedesco e francese. Tutte le mie esperienze mi aiutano in questo lavoro!

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Ma dimmi Serena, che cosa hai fatto prima di essere insegnante?

Dopo l’università e il mio dottorato, ho lavorato come ricercatrice storica per 5 anni, e con il mio amore per la storia e l’arte, sono diventata guida turistica. Come ti ho detto prima, tutto questo mi rende più facile il lavoro di insegnante soprattutto a Firenze, una città piena di cultura.

Quando hai cominciato a lavorare alla scuola ABC?

Ho cominciato nel 2009, quindi sono già passati 8 anni.

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E perché ti piace lavorare qui?

Perché c’è veramente un ambiente favoloso alla scuola, che è molto raro. Vado d’accordo con tutti, dai miei colleghi alla direzione, agli studenti che vengono a scuola. Mi piace tanto la diversità delle nazionalità degli studenti. Insomma, non mi annoio mai!

Che cosa fai nel tuo tempo libero?

Soprattutto la musica, io suono la chitarra come alcuni di voi hanno sentito a scuola, ma canto anche in una band. Piacendomi l’arte, vado spesso ai musei che sono tanti a Firenze.

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Dov’è il tuo posto preferito in Italia?

A Firenze, direi che l'Oltrarno sia la mia zona preferita perché abbraccia lo spirito di Firenze che è ancora vivo.  

E la nostra ultima domanda, qual è la tua parola italiana preferita?

Mi piace il verbo ‘Arrangiarsi’ perché riflette proprio lo spirito degli italiani!

 

Grazie Serena! 

Jessica

Prima di venire in Italia con l’ABC quasi non sapevo niente d'italiano e ancora meno della cultura e l'arte toscana, ma dopo solo due settimane posso dire che la situazione è molto diversa.

Mi chiamo Victor, sono spagnolo di Madrid e ho diciassette anni. Da sempre mi è piaciuto imparare le lingue perché credo che sia importante potere comunicare con tutto il mondo. Dopo aver studiato il portoghese e il francese, l'italiano era il prossimo. Adoro la pittura e l’architettura italiana anche il cibo e le città italiane, allora decidermi per studiare l'italiano è stato facile, e, sorprendentemente, anche impararlo è stato facile.

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 Grazie, senza dubbio, all’aiuto e al supporto continuo dei professori della scuola ABC. In gruppi di meno di 8 persone e con professoresse e professori molto qualificati ho potuto imparare velocemente la grammatica e le eccezioni della lingua italiana. Ma non solo ci sono state le lezioni di grammatica, anche la pratica nell’ora di conversazione mi ha aiutato molto. In queste lezioni la professoressa Serena B, ci ha fatto parlare di temi diversi e d’attualità che mi hanno dato un contesto molto importante della cultura e delle tradizioni italiani. Anche abbiamo cantato canzoni come “Occidentali’s Karma” con la chitarra di Serena.

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Il pomeriggio facciamo attività molto diverse, per esempio, guardiamo i film, visitiamo i musei fiorentini e facciamo il tipico aperitivo italiano! Cosi è impossible annoiarsi!

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Ho conosciuto persone di ogni paese, svizzeri, tedeschi, francesi, brasiliani, montenegrini… e ho potuto praticare il mio italiano con tutti! Ho fatto amici per tutta la mia vita e ho passato momenti indimenticabili.

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La scuola ABC è stata con me ogni passo del mio apprendimento dell’italiano. Comunque, sempre mi sono sentito libero e aperto a Firenze e ai fiorentini! La cultura, la politica, le tradizioni, l’economia, la storia, la letteratura e, soprattutto, la lingua italiana mai sono state più facile da imparare. Grazie a tutti professori, studenti e segretarie! Grazie per questo viaggio e per questa magnifica esperienza!

Testo di Victor Arribas, studente di international Baccalaureate a Madrid.

Sei appena arrivato a Firenze e hai voglia di un gelato nel paese dove è nato? A Firenze ci sono tante gelaterie tra cui scegliere: leggi il consiglio dei nostri studenti per decidere dove dovresti andare.

Gelateria dei Neri - Via dei Neri, 9/11

Una vasta gamma di gusti, opzioni senza latte e prezzi economici, a partire da €1.80.

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Marieke (Orlanda) :

‘Vi consiglio di andare alla Gelateria dei Neri. Mi è molto piaciuto questo posto perché il gelato era buono, il personale era gentile e sopratutto è molto vicino alla scuola ABC.’

Victor (Spagna) :

‘A Firenze tra i musei e le chiese, ci sono moltissime gelaterie per salvarti del caldo. Il mio gelato fiorentino preferito è il gusto ‘Il moretto di Via dei Neri’ alla gelateria dei Neri: una specialità che devi provare!’

 

Gelateria Mordilatte - Via dei Servi, 10r

Situato molto vicino al Duomo, mangia il tuo gelato con una vista spettacolare.

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Yasmine (Egitto)

‘Vorrei raccomandare la gelateria Mordilatte perché mi è piaciuto moltissimo il gusto di crema catalana!’

 

Gelateria Carraia - Piazza Nazario Sauro, 25/r

Vicino al ponte alla Carraia, ottima scelta di gusti e solo €1 a gusto.

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Regina (Svizzera)

‘Mi è piaciuta molto la Gelateria Carraia perché era situata vicino a me e c’erano 3-4 gusti che esitono solo in questa gelateria. Detto questo, tutti gli altri gusti erano anche buoni!’

 

Gelateria Vivaldi - Via dei Renai, 15

Situato sull’altro lato dell’Arno a San Niccolò, offre tanti gelati vegani.

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Katja (Svizzera)

‘Vi consiglio di andare alla Gelateria Vivaldi perché c’è una grande varietà di gelati deliziosi!’

 

Festival del Gelato - Via del Corso 75/r

Una gelateria molto centrale, molto vicino a Piazza della Repubblica.

Robin (Svizzera)

‘Quando sono andata alla Gelateria Festival del Gelato, ho visto che offrivano tanti gelati sopratutto quelli di frutta. Vi consiglio di andarci!’

 

Grazie mille a tutti coloro che hanno contributo!

Jess

Il gelato è uno dei “gioielli” della cucina italiana, uno degli alimenti più famosi del mondo e il più amato in estate.

Non ci pensiamo quando lo mangiamo, quando ci perdiamo nella sua cremosità e nei suoi tantissimi gusti diversi, ma il gelato ha una storia lunga (e spesso controversa) che comincia molto, molto tempo prima dell’invenzione del frigorifero.

frutta gelata

L’antichità

In effetti il problema della conservazione del ghiaccio sembra che sia già stato risolto intorno al 500 avanti Cristo in Cina e tra le civiltà del Mediterraneo.

Gli antichi romani, gli egizi e i babilonesi refrigerano succhi di frutta, mentre Plinio il Vecchio racconta che i greci preparano bevande dissetanti con limone, miele, succo di melagrana, neve o ghiaccio finemente tritato, qualcosa di molto simile al sorbetto.

limoni ghiacciati

Nel Medioevo

Nel 476 dopo Cristo, cade l’Impero romano e inizia il Medioevo.

La distanza e le vicissitudini storiche fatte di invasioni e guerre fanno perdere in occidente la memoria di quelle cose così buone fino a quando, grazie soprattutto ai rapporti commerciali della Sicilia con il mondo arabo, il sorbetto (dall’arabo sharba che significa bibita fresca) riconquista di nuovo i nostri palati. I pasticceri siciliani, con la loro maestria e fantasia lo perfezionano e si diffonde così in Italia e in Europa.

sorbetto

Nel Rinascimento

Alla corte dei Medici a Firenze, all’inizio del ‘500 si fa una competizione di cucina dal tema “Il piatto più singolare che si sia mai visto”. Vince un venditore di polli, di nome Ruggeri che inventa “il ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata”, un dolcetto gelato che diventa subito famoso in città.

Nel 1533 Caterina dei Medici sposa il futuro re di Francia Enrico d’Orleans e si trasferisce a Parigi. Tra le persone della corte che la seguono c’è anche Ruggeri, per specifica volontà di Caterina che non si fidava dei cuochi francesi. Come possiamo immaginare, il dolcetto gelato conquista subito Parigi ma il pollivendolo fiorentino si attira anche le invidie dei cuochi locali. Dopo aver subito un agguato in cui è picchiato e derubato, decide di rientrare a Firenze. Nella lettera di congedo a Caterina scrive anche la ricetta del suo famoso dolce e ritorna alla sua vita semplice e ai suoi polli.

matrimonio caterina

Bernardo Buontalenti (1531-1608)

A Firenze nel Rinascimento gli artisti si occupano spesso delle decorazioni delle strade e della città in occasione di feste importanti.

Bernardo Buontalenti, architetto, scultore, ingegnere militare, a cui si deve tra l’altro la progettazione del Forte Belvedere, ha anche una grande passione per la cucina.

A un banchetto presenta un dessert a base di latte, zucchero, uova, miele e vino e progetta anche una macchina per poterlo refrigerare. Nasce così la crema Buontalenti: per la prima volta si possono gelare anche le materie grasse come uova e latte e il sapore della crema gelato diventa più ricco, più gustoso e più rotondo.

La crema Buontalenti è ancora presente, anche se con qualche modifica, in alcune gelaterie fiorentine.

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Intanto a Parigi

Intanto Parigi non dimentica gli insegnamenti di Ruggeri e nel 1686 un siciliano, Francesco Procopio de’ Coltelli, apre il primo caffè-gelateria. Si possono gustare le acque gelate (antenate delle odierne granite), il sorbetto alla fragola, “i fiori di anice” e “i fiori di cannella” simili ai gelati alla frutta che conosciamo.

Oltreoceano

Nel 1777 un altro italiano, Filippo Lenzi, è il primo ad aprire una gelateria negli Stati Uniti, mentre il caffè e il cioccolato provenienti dalle terre d’Oltreoceano arricchiscono di nuovi gusti le creme gelato europee.

Il cono gelato si deve a un italiano residente a New York, Italo Marchioni, che inizia a usarlo già dal 1896 e lo brevetta nel 1904. Secondo un'altra versione invece, il gelato da passeggio nasce nel 1904 durante l’Esposizione Mondiale di Saint Luis quando un gelataio statunitense, dopo aver finito le coppette, decide di utilizzare dei wafer presi da un banco vicino.

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La Piramide del Parco delle Cascine a Firenze

Nel Parco delle Cascine, vicino alla piscina delle Pavoniere, puoi vedere una piccola piramide. È alta circa dieci metri ed è stata progettata da Giuseppe Manetti nel 1796 per il Granduca Ferdinando III Lorena. Non ha una funzione decorativa ma pratica: è un’antica ghiacciaia per la conservazione degli alimenti.

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A questo punto non resta che prendere un buon gelato in una delle tante gelaterie fiorentine. Buon appetito! :) 

Brenda

 

10 cose che vi consiglio di fare per la gita perfetta di un giorno da Firenze

Questo fine settimana, potete andare con la scuola ABC a Siena. Forse non avete considerato molto questa piccola città, ma sono qui per dirvi perché dovreste andarci finché siete a Firenze.

Dopo aver fatto il mio Erasmus a Siena negli ultimi quattro mesi, ho imparato a conoscere e amare questa piccola città in Toscana. È un luogo peculiare dove si fa un salto indietro di 500 anni di storia. È diversa da Firenze in tanti modi, non solo più piccola e più intima, ma anche c’è un forte senso di appartenenza ad una comunità locale.

Allora quale sono le cose da non perdere nella città?

1. Piazza del Campo

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La famosa Piazza del Campo fu costruita nel 1419 ed è unica per la sua particolare forma a conchiglia. È ll luogo dove si corre il palio che si tiene due volte all’anno, il 2 luglio e il 16 agosto. Anche quando non c’è il palio, la piazza è immensa con la Torre del Mangia sovrastante (la seconda piu alta torre dell’Italia) e il Palazzo Pubblico come un punto focale. Vi consiglio di sedervi in piazza all’ombra con un gelato in mano e di immergervi nell’atomsfera della vita senese

2. Un caffè al Key Largo

Se non avete voglia di un gelato, forse un caffè sarebbe meglio. Situato sul lato orientale della piazza, questo bar ha una scala nascosta che vi porta ad una bella terrazza. Prendete il sole, godendo la vista sulla piazza.

3. Il Duomo di Siena (Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta)

Dopo una breve salita dalla Piazza del Campo si arriva in Piazza del Duomo. La cattedrale romanicogotica fu costruita tra il 1215 e il 1263 e la sua facciata di marmo bianco è sontuosa. Al prezzo di soli 4€ per entrare, vagate dentro e apprezzate l’architettura bellissima.

4. Il Facciatone

Proprio accanto al Duomo, ci si trova di fronte al Facciatone. Comprate un biglietto alla biglietteria per il Museo dell’Opera e salite le scale del Facciatone (alla fine del museo), e ammirate la bella vista di Siena e sul Duomo.

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5. Orto dei Tolomei

Per chi ha più tempo, questo parco, chiamato ‘Orto dei Tolomei’ si trova proprio nel sud della città. È un luogo amato dagli studenti e offre una bella vista non solo su Siena ma anche sulle colline ondulate toscane. Perfetto per un picnic oppure una pausa dal caos della città.

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6. Le contrade di Siena

 Le contrade di Siena sono i diciassette quartieri storici dentro le mura della città. Ovunque si guardi ci sono segni delle contrade, dalle bandiere alle parate. Tenete gli occhi splancati per scoprire i musei delle contrade che sono spesso aperti.

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7. Un buon gelato

Una giornata in Italia non è completa senza un gelato. Vi consiglio di andare alla Gelateria Nice (Via Pantaneto 152) che è raccomandata dalla popolazione locale oppure alla Gelateria Caribia che è piu vicino a Piazza del Campo.

8. Fortezza Medicea

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Questo antico forte, costruito nel 1500 su ordine del duca di Firenze Cosimo I dei Medici, è un luogo ideale per fare una passeggiata. È uno dei più bei punti panoramici della città e si trova vicino a Piazza Gramsci. Ci sono anche delle panchine all’ombra con una piacevole brezza, perfetto per l’estate.

9. Aperitivo da "Morbidi"

Una buona gastronomia durante la giornata, ma il venerdi e il sabato sera si trasforma in un luogo popolare per l’aperitivo tra i locali. Puoi avere un generoso (e delizioso) buffet e un cocktail per solo €7. Forse il piu buon aperitivo della città.

10. La bella vista da San Domenico

Prima di partire, assicuratevi di andare nella strada accanto alla chiesa di San Domenico per avere una vista spettacolare sulla città.

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Se scegliete di andarci, spero che vi divertiate!

Jessica 

Ponte Vecchio è uno dei ponti più famosi del mondo, attraversato ogni giorno da migliaia di persone. Sono sicura che anche tu hai avuto modo di passarci tante volte durante il tuo soggiorno studio a Firenze o lo farai se verrai in futuro.

La sua storia, naturalmente è molto lunga, ma qui puoi trovare gli episodi più importanti e alcune curiosità.

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1. C’era una volta un ponte di legno

Ponte Vecchio è davvero il ponte più antico di Firenze.

Poco più a monte dell'attuale, in epoca romana, c’era un attraversamento dell’Arno, probabilmente una passerella in legno che permetteva di collegare Firenze all’altra sponda e alla via Cassia, una delle strade nazionali romane, che congiunge Firenze con Roma.

2. Un ponte con tre arcate: la grande novità di Taddeo Gaddi

Più volte danneggiato dalle piene, è completamente distrutto nel 1333 da una delle alluvioni più disastrose della storia.

Taddeo Gaddi, l’architetto che lo ricostruisce intorno al 1345, progetta un ponte innovativo: tre larghe campate a sesto ribassato invece di cinque a tutto sesto come tutti gli altri ponti fino a quel momento. Questa nuova soluzione (è il primo ponte del genere in Europa) permette di dare più spazio al passaggio del fiume che, in caso di piene, porta a valle detriti di ogni genere che in questo modo possono passare meglio sotto i fornici.

A guardia del ponte c’erano in origine quattro torri, ai quattro angoli, ma oggi ne resta solo una, la torre dei Mannelli.

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3. La meridiana

Per ordine del comune, sopra il nuovo ponte di Taddeo Gaddi, è sistemata una meridiana, un orologio solare. Un’iscrizione, impossibile da leggere dal basso, si riferisce all’alluvione del 1333: “Nel trentatre dopo ‘l mille trecento il ponte cadde per diluvio d’acque poi dodici anni, come al Comun piacque, rifatto fu con questo adornamento“

La meridiana è formata da una piccola colonna in marmo bianco, una mezzaluna graduata e l’ago. Non è facile individuarla oggi, ma se sei in mezzo al ponte, dove i negozi si interrompono per formare una piccola piazzetta, puoi guardare verso est e alzare gli occhi: la vedrai sopra una delle botteghe.

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4. Le botteghe dei macellai e dei fruttivendoli

Intorno alla metà del 1400 il governo di Firenze decide di spostare sul ponte il mercato della carne e della verdura in modo da tenere le strade più pulite.

I macellai (o beccai come si diceva al tempo) e i fruttivendoli potevano gettare direttamente in Arno i rifiuti della lavorazione dei prodotti e sono loro che, per avere più spazio, costruiscono le piccole e caratteristiche botteghe sospese sul fiume diventate poi una delle particolarità che hanno reso famoso il ponte.

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5. Il corridoio vasariano e le gioiellerie

Nel 1565, in occasione del matrimonio di Francesco I dei Medici (figlio del Granduca Cosimo I) con Giovanna d’Austria, Giorgio Vasari è incaricato di costruire un corridoio per unire Palazzo Pitti, nuova residenza granducale, con gli Uffizi e Palazzo Vecchio. In questo modo la famiglia Medici poteva spostarsi liberamente e senza correre rischi da una residenza all’altra.

Per realizzare questo percorso aereo, costruito in soli 5 mesi di lavori, Vasari distrugge una delle torri angolari, ma deve cedere al rifiuto della famiglia Mannelli che dice un no secco e si oppone ai Medici e al progetto del loro architetto: come si può vedere infatti, il corridoio gira intorno a alla torre dei Mannelli creando un percorso poco lineare.

Nel 1593, Ferdinando I dei Medici, fratello di Francesco I, decide di sostituire le botteghe dei macellai con quelle dei gioiellieri: non amava infatti percorrere il corridoio e sentire le voci e gli odori del mercato. Da allora il Ponte diventa un luogo molto più elegante e più consono alla nobiltà della famiglia Medici.

Al centro di Ponte Vecchio, il corridoio vasariano presenta una finestra più grande delle altre, che è stata aperta nel 1860 in occasione della visita di Vittorio Emanuele II re d’Italia e non in onore di Hitler come alcuni sostengono (http://www.marcoferri.info/2013/11/24/la-verita-sui-tre-finestroni-centrali-del-vasariano-sul-ponte-vecchio/).

Il corridoio vasariano è parte del percorso museale delle Gellerie degli Uffizi ma attualmente è chiuso per restauro e lavori di adeguamento.

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6. Il monumento a Benvenuto Cellini

Non poteva mancare, sul ponte dove ci sono alcune tra le più belle gioiellerie della città, un monumento a un grande artista, scultore e gioielliere fiorentino del Cinquecento, Benvenuto Cellini (1500-1571).

La sua opera più famosa che tutti possiamo ammirare è il Perseo, sotto la loggia di piazza della Signoria. In Francia, alla corte di Francesco I a Fontainebleu, Cellini realizza la celebre Saliera di Francesco I, un’opera di altissima oreficeria, che è tornata a fare bella mostra di sé al Kunsthistorisches Museum di Vienna, da cui era stata rubata nel 2003.

Al centro del ponte, sulla terrazza panoramica che guarda verso il ponte Santa Trinita, il suo busto è stato realizzato da Raffaele Romanelli nel 1901.

Se ti avvicini puoi notare molti lucchetti con delle scritte a pennarello sulla ringhiera a protezione del monumento. Sono simboli d’amore: le coppie scrivono le loro iniziali, si giurano amore eterno e gettano la chiave nel fiume. Sembra che questa tradizione sia nata proprio a Firenze una ventina di anni fa, con i ragazzi della vicina Accademia militare di San Giorgio alla Costa, ma attenzione, questa usanza è stata vietata dal Comune di Firenze e sono previste multe per chi viene sorpreso a farlo.

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7. Durante la seconda guerra mondiale

Un capitolo importante della storia del ponte è segnato dalla seconda guerra mondiale, soprattutto nella sua fase finale. Nel 1944 infatti, l’esercito tedesco in ritirata, per rallentare l’avanzata degli americani, distrugge tutti i ponti della città. Tutti eccetto ponte Vecchio che si salva grazie all’azione del console tedesco Gerhard Wolf. Il ponte è comunque minato e si decide di far crollare le abitazioni che si trovavano in via Por Santa Maria e in via Guicciardini, le due strade che conducono a Ponte Vecchio: in questo modo l’accesso era impossibile, ma il ponte è rimasto in piedi.

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8. Il 4 novembre 1966

Questa è la data in cui si è verificata l’ultima disastrosa alluvione dell’Arno.

Ti invito a guardare i video e le fotografie che facilmente puoi trovare su internet per capire quale è stata la portata di questo evento e i danni causati alla città e ai suoi abitanti. La forza dell’acqua che invaso il centro storico, sul ponte ha travolto anche le botteghe dei gioiellieri, ma per fortuna, l’opera architettonica di Taddeo Gaddi ha resistito anche a questa prova.

Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che in quei giorni difficili sono venute a Firenze da ogni parte del mondo per aiutare i fiorentini a ripulire le strade e i monumenti. Gli angeli del fango, così sono chiamati, hanno dimostrato amore per questa città che ha la fortuna di conservare un patrimonio storico artistico di eccezionale valore che appartiene a tutta l’umanità.

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Brenda

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